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MARMOLADA RING

DISTANZA

90/98 km

DIFFICOLTA’ (1-10)

9

GIORNI

8

ALTITUDINE MASSIMA

3.343

Otto giorni, zaino in spalla, quasi 100km a piedi, di rifugio in rifugio, sempre in quota e immersi nel cuore delle Dolomiti.

 

Tre ragazzi tra i 25 e i 26 anni di Genova uniti dalle stesse passioni: la Natura, la Montagna, l’Outdoor, la Fotografia e soprattutto l’Avventura.

Cosi abbiamo deciso di partire con solo zaino in spalla e sempre a piedi, per un giro tra i rifugi immersi nelle Dolomiti. 98 km di cammino a piedi ad alta quota distribuiti tra Sabato 18 e Sabato 25 Luglio 2020, passando ogni notte in un rifugio diverso.

La nostra avventura ha avuto inizio la mattina di Sabato 18 lulgio al Passo San Pellegrino (1918m slm).

Il primo giorno abbiamo attraversato il Passo delle Cirelle (2683m), seguendo l’Alta Via delle Dolomiti, per raggiungere il Rifugio Contrin (2016m) e trascorrere lì la nostra prima notte.

Il giorno dopo direzione Forcella Marmolada, e da lì direzione Punta Penia, la cima della Marmolada, a 3343 metri di altitudine, attraverso la ferrata della cresta Ovest. Una volta arrivati abbiamo trascorso lì la notte al Rifugio Capanna Punta Penia, il più alto delle Dolomiti, gestito dal mitico Carlo Budel, con la fortuna di aver potuto vedere un tramonto, un alba ed un cielo stellato difficili da dimenticare..

Il giorno seguente siamo scesi dalla parete Nord, lungo il ghiacciaio, (altra esperienza stupenda), per raggiungere il rifugio Viel del Pan (2432m), passando dal Lago di Fedaia e lungo il sentiero omonimo Viel dal Pan, facente sempre parte dell’Alta Via delle Dolomiti.

La mattina seguente siamo scesi fino al Passo Pordoi per poi risalire attraverso la Forcella omonima sull’Altopiano del Sella, dal caratteristico paesaggio lunare, e salire ancora fino al Rifugio Capanna Fassa, sul Piz Boè a 3152 metri, e trascorrere qui la nostra quarta notte. Anche stavolta la fortuna è stata dalla nostra parte e abbiamo assistito ad un tramonto e ad un’alba magnifici.

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Il giorno successivo siamo riscesi al Passo Pordoi, ma qui siamo stati costretti a prender l’unico (e obbligatorio) bus della vacanza, per via dei collegamenti serviti male via sentiero tra i due passi, e così da evitare 13km di statale a piedi, per giungere fino al Passo Sella, con direzione Alpe di Siusi, l’altopiano più vasto d’Europa: un posto quasi surreale, caratterizzato da enormi distese verdeggianti e colline, interrotte unicamente da alberelli e casette in legname sparse qua e là.

Dopo 25 km di cammino giungiamo, finalmente, al Compatsch e pernottiamo al Piccolo Hotel Sciliar, unico hotel del nostro viaggio.

Rigenerati dopo la faticosa giornata ci rimettiamo in marcia alla volta del Catinaccio, attraversando nuovamente l’Alpe di Siusi lungo altri sentieri, per poi scendere nella Val Duron e iniziare qui la risalita verso il Catinaccio, precisamente al Rifugio Antermoia (2497m), dove trascorriamo lì la notte, situato affianco al Lago d’Antermoia, caratterizzato da acque limpide e con vista sulla Marmolada.

Il giorno seguente ci svegliamo sotto una pioggia battente, con obiettivo il Rifugio Passo Santner (2734m), ultima notte del nostro viaggio. Lungo il sentiero sostiamo, ci asciughiamo e ci riscaldiamo al Rifugio Passo Principe, dopodichè la pioggia cessa e ci rimettiamo in marcia. Raggiungiamo così il Passo Santner e l’omonimo rifugio, attraverso un sentiero per escursionisti esperti, e passando per le Torri del Vajolet. Dal rifugio una vista meravigliosa: un mare di nuvole ai nostri piedi, sovrastato unicamente dal Latemar e dai monti del gruppo del Catinaccio. Il giorno dopo scendiamo fino al Rifugio Torri del Vajolet, per poi risalire fino al Passo delle Coronelle (2797m) e scendere fino a valle al Passo Costalunga (1745m), in Val d’Ega, e finire così la nostra avventura, ma con ancora una tappa da raggiungere: il fiabesco Lago di Carezza.

Tre amici, quasi 100km di cammino, a piedi e in alta quota; circa 6000 metri di dislivello in salita ed altrettanti in discesa;  solo uno zaino in spalla, ed una macchina fotografica; immersi nelle Dolomiti, passando per la Val di Fassa, la Val Duron, la Val Gardena e la Val d’Ega ed altrettanti passi, forcelle e sentieri.

Affascinante vivere il mondo dei rifugi e sentire le storie di chi li gestisce e vive davvero la montagna. Ottimo il cibo e stupende le serate in compagnia. Fortissime le emozioni scaturite di fronte a certi paesaggi.

La voglia di ritornare è tanta e stiamo già pensando al giro del prossimo anno.

Ancora un grazie a tutte le persone incontrate, avete reso il nostro viaggio ancora più bello.

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Andrea Merello, Jacopo Galliano e Andrea Polidori

  • Il giro si presenta a semianello, con inizio al Passo San Pellegrino e fine al Passo di Costalunga. Consigliamo di raggiungere il Passo di Costalunga in automobile e lasciare lì il mezzo in uno dei numerosi parcheggi, tra i quali segnaliamo il Park Savoy, gratuito.
  • Per raggiungere Punta Penia, dalla Forcella Marmolada parte la via ferrata lungo la Cresta Ovest; obbligatori casco, imbrago per ferrata e due moschettoni.
    Per scendere da Punta Penia si attraversa il ghiacciaio della Marmolada; obbligatori ramponi, piccozza e cordata.
    Per chi avesse poca esperienza alpinistica suggeriamo vivamente di affidarsi all’esperienza di una guida alpina (x 2 giorni) che permetterà di utilizzare direttamente l’attrezzatura.
    Evitare di attraversare il ghiacciaio nelle ore più calde, e la via ferrata con rischio di temporale.
    Informarsi sulle condizioni prima della salita
  • I sentieri sono molto ben segnalati. Consigliamo tuttavia l’utilizzo di una Tabacco Map (Val di Fassa), o di GPS.Alcuni sentieri non necessitano di imbrago per ferrata, ma sono comunque sentieri attrezzati per esperti (EE), in cui è richiesto il minimo utilizzo delle mani. Attenzione con il temporale.Abbigliamento tecnico da montagna e a strati. Materiale pesante per la notte a 3433m.
    Consigliamo peso zaino non oltre i 10kg.
    Effettuare il giro partendo dal Passo di San Pellegrino e terminarlo dal Passo di Costalunga per via di alcuni sentieri sulla via.
    Periodo migliore: dal 15/6 al 15/9
  • Tutte le notti sono state organizzate in rifugio, con sistemazione in camere private o in camerate, con bagno in comune.
    Obbligatorio portare un sacco a pelo o saccolenzuolo e ciabatte per la pernottazione in rifugio.
    Dall’itinerario si può escludere la notte a Punta Penia: dal Rifugio Contrin raggiungere il Lago di Fedaia, attraverso la Forcella Marmolada, e da qui raggiungere il Rifugio Viel dal Pan.
    Chiamare con anticipo i rifugi. In alta stagione spesso sono sold out. Informarsi sulle varie aperture.
  • Tutti i rifugi offrono la possibilità di trattamento con Mezza Pensione (cena + colazione). Per i pranzi organizzarsi al sacco o nei rifugi lungo la via.
  • Consigliamo di riempire le borracce ogni mattina alla partenza. Le fontanelle non sono molto frequenti lungo i sentieri; si può invece contare sui rifugi.