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Berta Caceres: uccisa per aver difeso la sua terra
13 Novembre 2020

DIECI MOTIVI PER PRENDERE LO ZAINO E PARTIRE

 

Il cammino, il concetto del viaggio a piedi, l’idea di partire e percorrere tratte chilometriche con uno zaino in spalla, è qualcosa che affascina e che ha sempre affascinato l’immaginario collettivo. Tuttavia, non sono in tanti quelli che decidono di prendere in mano la situazione e partire per un lungo percorso sulle proprie gambe. C’è un retrogusto di timore quando si tratta di dover partire: l’incertezza, la convinzione di dover faticare, la mancanza di comfort. Forse, proprio questi tre aspetti sono tra le caratteristiche che più si apprezzano quando torni a casa dopo un’esperienza di questo genere.

Ma forse, la particolare fase storica che stiamo vivendo, con un pandemia mondiale in corso capace di toccare direttamente la vita di tutti noi, potrebbe in parte spingere diversi di voi a lanciarsi in un itinerario che abbia le vostre gambe come mezzo e il vostro zaino come bagaglio.

Qui vogliamo snocciolarvi alcuni motivi che potrebbero aiutarvi a trasformare questa volontà teorica in qualcosa di più concreto. Il giorno che deciderete di lasciarvi andare non ve ne pentirete: avrete preso la vostra vita in mano come poche volta prima di allora. Ѐ qualcosa che si prova solo vivendolo.

TripInYourShoes vi appoggerà nella vostra scelta quel giorno.

#1 Camminare tempra il fisico

Partiamo dal banale. Un lungo tragitto a piedi tiene il corpo in perfetta funzione, camminare a un passo normale per lunghi tratti, secondo numerose ricerche, fa bruciare più grassi che con il jogging.

Ma i benefici sono molteplici.

Sudi. Sudi tanto. Di conseguenza sei portato a bere tanta acqua, se ne hai la possibilità. Questo continuo ricambio di liquidi, fa bene all’organismo.

Impari a respirare come si deve. Quando sei sotto sforzo, se vuoi trovare il tuo ritmo di marcia e mantenerlo, devi adottare un regime di respirazione corretto. Sembra un aspetto secondario ma non lo è affatto.

 

#2 Impari a conoscere te stesso

Dover mettere in fila, uno dopo l’altro, migliaia e migliaia di passi, ti porta dopo poco tempo ad avere una percezione diversa del proprio corpo. Impari a conoscerlo meglio, focalizzi quelli che sono i tuoi limiti, capisci fino a che punto puoi spingerti. Impari a soffrire, impari a stringere i denti su qualche salita, impari a capire quando sia il momento di spingere e quando invece di fermarsi.

Diventi consapevole.

Sapersi gestire è una cosa che fortifica tantissimo, soprattutto sulle lunghe distanze.

 

3# Riesci ad apprezzare il silenzio, quello vero

Viviamo nell’età del rumore, viviamo nella società del rumore.

Il moto frenetico della città, i clacson, gli squilli e le notifiche del telefono. Tutto questo rimane fuori quando ti ritrovi immerso in un sentiero.

Ciò che rimane sono le voci dei tuoi compagni di viaggio, il ritmo continuo dei passi e lunghi silenzi che si fanno apprezzare. Ѐ un sollievo per la testa e per le orecchie.

 

4#  Rifletti come poche altre volte

Legata al punto precedente, c’è una forte possibilità di pensare come poche altre volte. Riguardo te stesso, riguardo gli altri, riguardo i massimi sistemi e riguardo gli argomenti più insulsi. La mente inizia a muoversi insieme alle gambe.

 

5# Vivi alla giornata in maniera estrema

Un lungo cammino, ti porta per forza di cose a ragionare sul brevissimo termine.

L’obiettivo in testa rimane il traguardo finale, verso cui sono rivolti gli sforzi nel complesso. Tuttavia di giorno in giorno devi rimanere sempre sul pezzo, se vuoi completare ogni tappa senza ridurti a uno straccio.

Con il subentrare della fatica e con l’aumentare delle tappe completate, tutta la tua attenzione viene rivolta sempre più al passo successivo, e poi a quello dopo e a quello dopo ancora. E così via.

Ogni momento viene vissuto e spolpato al massimo grado.

Una sosta per il pranzo diventa automaticamente l’unica cosa che conta, una  semplice fontanella in cui refrigerarsi un’elisir da godersi fino all’ultima goccia. Una pausa per far riposare le piante dei piedi si trasforma nel momento migliore della giornata.

Per non parlare dei tramonti, dei lavaggi e dei punti belvedere. Tutte perle che vanno a comporre la tua collana di ricordi segnanti.

 

6# Impari ad organizzarti

Quando progetti un tracciato da percorrere a piedi, devi tenere conto di numerose variabili.

Cosa mettere nello zaino, come procurarti il cibo, individuare i punti acqua, dove dormire, le condizioni climatiche, l’attrezzatura necessaria, sono tutti pensieri che circolano in testa nella fase di preparazione del viaggio.

L’organizzazione è alla base di tutto sia nel periodo precedente che nel momento in cui intraprendi il percorso. Questo ovviamente se si vuole fare qualcosa di serio.

Ma il bello dell’organizzazione che sta dietro a un progetto di questo tipo è che ti porterà senz’altro a delle soddisfazioni. Quando raggiungi il traguardo agognato e guardi dietro nel tempo, non puoi che pensare con orgoglio agli sforzi e all’impegno profusi fin dall’inizio, quando si è ideata la meta.

 

7# Impari a badare a te stesso

In contrapposizione con il punto precedente, camminando apprendi come adattarti alle più svariate situazioni.

Non sai mai quali imprevisti – e di sicuro ne accadranno – ti troverai di fronte.

Una deviazione del sentiero sbagliata, una perturbazione improvvisa, un banco di nebbia feroce a offuscare la vista, la mancanza di negozi di alimentari lungo la strada. Sono tutte circostanze che ti portano per forza di cose a stringere i denti e ad adattarti. Molto spesso in simili condizioni vengono ad affiorare lati della tua persona che manco pensavi di avere. Piacevoli sorprese.

 

8# Hai sempre un obiettivo da raggiungere

Questo è forse il punto più bello in assoluto.

Quando ti lanci in un’esperienza intensa e piena come può essere questa, hai sempre un obiettivo da rincorrere davanti a te.

La cosa migliore è che spesso questi obiettivi sono quanto di più concreto si possa avere: una collina da svalicare, un rifugio da raggiungere, una cittadina in cui fare la spesa, la fonte d’acqua successiva, uno spiazzo in cui fermarsi a mangiare, arrivare alla sera senza dolori particolari.

Poi c’è l’obiettivo principale, rappresentato dal traguardo conclusivo del viaggio: l’arrivo dell’ultima tappa. Quello non fa testo, ti senti vergognosamente felice quando riesci a raggiungerlo letteralmente sulle tue gambe.

Provare per credere.

 

9# Hai storie di vita vera da raccontare

Una volta tornato a casa, non sai proprio da dove a iniziare a parlare. Gli aneddoti si sprecano, ti ritrovi con tantissimo da raccontare a chi ti chiede. I posti che hai visto, gli incontri avuti, anche le disavventure, sono cose che ti rimangono dentro e che in parte ti possono cambiare.

Basta una settimana di cammino per portarti con tè un bagaglio straripante di esperienza vissuta, di testimonianze meritevoli di essere trasmesse.

 

10# Impari ad apprezzare le piccole cose

Un lungo percorso scarpe ai piedi è costituito da tante piccole cose.

Cose che in altri contesti non noteresti affatto ma che lì ti appaiono amplificate: uno sconosciuto che ti offre qualcosa da mangiare o un bicchiere d’acqua, una frase di incoraggiamento di un tuo compagno di viaggio nel momento di maggiore difficoltà, uno scenario particolare, una doccia calda che trascina via sudore e malumori, una maglietta appena lavata.

Ti rendi conto con rara crudezza di quante superfluità e inutilità siano circondate le nostre vite, e che il bello alla fine sta nel semplice.

Si, anche nella puzza delle scarpe da trekking fuori dalla tenda.

 

In definitiva un viaggio affrontato a piedi diventa una palestra di vita straordinaria nel momento in cui ti ci ritrovi.

Le sensazioni, gli impulsi ricevuti, certi incontri, vengono tutti elevati a un grado assolutamente superiore rispetto alla quotidianità degli eventi che sei solito affrontare. Assicurato.

La fatica necessaria e inevitabile lascia tante volte spazio a un retrogusto dolcissimo di soddisfazione, ogni volta che riesci a raggiungere qualche piccolo obiettivo che ti eri posto alcuni chilometri prima.

Un viaggio di questo genere ti fa sentire dannatamente vivo, nella buona e nella cattiva sorte. C’è sempre qualcosa con cui mettersi alla prova.

È in grado di offrirti più esperienza una settimana di sentiero che un mese di routine.

La paura di lanciarsi è l’ostacolo più grande che possiate trovare sul vostro percorso, superata quella, è tutto in discesa.

Dunque, perché non lasciarvi andare? Avete forse paura di tornare a casa vergognosamente felici?

Suvvia,

buone avventure!

Impariamo a cogliere le occasioni, anche quando il percorso che le ha portate a noi si è dimostrato drammatico come per la pandemia di Covid-19. Mai come quest’anno un viaggio a piedi alla scoperta delle proprie terre potrebbe essere l’occasione giusta per rilanciare il territorio e staccare la spina (quando sarà possibile di nuovo, naturalmente!).