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Il Monte Saccarello, posizionato nella propaggine più occidentale della Liguria, rappresenta il punto più elevato della regione.

I suoi 2200 metri di altitudine sono un inno alla scalata, in inverno e d’estate. Approfittando delle abbondanti nevicate che tra novembre e dicembre hanno colpito le alture e l’entroterra, abbiamo deciso di trascorrere un fine settimana immersi nella natura, proprio in questa zona.

Partendo con ciaspole e pelli di foca dal paese di Monesi di Triora, siamo saliti per circa tre ore, puntando il rifugio Laterza. Questo è stato edificato nel punto migliore della cresta di avvicinamento al monte. La sua posizione infatti garantisce profondità allo sguardo sia da un lato che dall’altro.

Siamo stati accolti da Amedeo Porro, la cui famiglia ha deciso di valorizzare questo territorio, così da permettere ai trekker e agli amanti della montagna di goderselo con maggiore comodità.

Questa storia virtuosa ha avuto inizio nei primi anni Novanta,

con l’acquisto del terreno su cui sorgeva il vecchio edificio (che era l’arrivo della seggiovia più lunga d’Europa). Da allora, con impegno, fatica e sacrificio, sono stati compiuti numerosi lavori di ristrutturazione, culminati un paio di anni fa con il completamento del rifugio per come si presenta adesso.

Attualmente la struttura vanta circa 50 posti letto, stanze curate, un’area cucine e un balcone naturale da cui mirare un panorama immenso. Davvero un ottimo punto di appoggio.

L’intensità dei tramonti si mescola d’inverno con le cime incappucciate di neve e d’estate con le fioriture esplosive di rododendro. Una delle peculiarità più interessanti del luogo è proprio la crescita di questo fiore rosso e profumato, che qui conosce una delle riserve selvatiche più prolifiche d’Italia.

Il sistema sentieristico permette nella stagione calda di effettuare numerose esperienze di trekking, avendo come contorno il paesaggio delle Alpi marittime che si allungano verso il Piemonte. Da dicembre ad Aprile invece, si ha la possibilità di sciare in una un’atmosfera di libertà, inebriante. Il letto di neve fresca sembra non aspettare altro di vedere proiettate le linee degli sci su di sé. Per poter salire in quota è richiesto l’utilizzo delle pelli di foca, non essendovi impianti di risalita attivi.

L’emozione più forte per noi è stato il risveglio dopo la notte in rifugio,

il quale in inverno resta chiuso, ma che ci è stato aperto appositamente. La giornata particolarmente tersa ci ha permesso di scorgere la Corsica guardando verso il mare.
Ruotando la vista di 360° era possibile spaziare dalla Provenza all’arco alpino, dal Golfo di Genova alla Toscana. Un quadretto degno delle migliori giornate.

La realizzazione di alcuni video con il drone è stata accompagnata da una luce che ha scaldato tutti, lungo il crinale che separava la vista sulla costa da quella sulla val Tanaro. I contrasti morfologici sopra questa terrazza naturale, baciata dal cielo, si sublimano all’ennesima potenza regalando scorci inaspettati.

La statua di bronzo del Cristo Redentore, che giganteggia a metà tra il rifugio e il Saccarello, si mostra ai passanti in uno dei tratti più panoramici in assoluto.
Per gli appassionati di mountain bike il monumento in questione può essere un’ottima meta, con un po’ di sforzo.

Per chi abita la Liguria o il basso Piemonte, consigliamo di godervi un weekend diverso dal solito in questo scenario, nel rispetto delle norme. Siamo certi che il sudore della salita verrà ripagato dall’adrenalina della discesa.
Le ampie vedute sapranno ricompensare la vostra curiosità.
Non aspettate il tempo, andate a prendervelo!

Pietro Buatier